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DOI 10.1723/3013.30122 Scarica il PDF (535,8 kb)
Ital J Gender-Specific Med 2018;4(2):83-85



L’esperienza dell’Azienda SocioSanitaria Rhodense nell’ambito della medicina di genere specifica

Franca Di Nuovo1,2, Monica Onorati3, Annamaria Martini4, John Tremamondo5, Ida Maria Ada Ramponi6

1. Referente Regione Lombardia Medicina di Genere;

2. Direttore UO Anatomia Patologica, ASST Rhodense;

3. Dirigente medico I livello, UO Anatomia Patologica, ASST Rhodense;

4. Presidente CUG, ASST Rhodense;

5. Responsabile dei sistemi di rete ospedali territorio, ASST Rhodense;

6. Direttore Generale ASST Rhodense

Fotografia dell’ASST Rhodense

L’ASST Rhodense, afferente all’ATS Città Metropolitana di Milano, è situata a nord-ovest di Milano, in una delle aree più urbanizzate e industrializzate dell’hinterland milanese. È costituita da due presidi ospedalieri per pazienti acuti siti a Garbagnate e a Rho, da un presidio ospedaliero per pazienti cronici sito a Passirana e da un presidio ospedaliero territoriale sito a Bollate. Comprende inoltre il territorio, le strutture sanitarie e sociosanitarie degli ex distretti ASL di Rho, Garbagnate e Corsico e l’RSA “Sandro Pertini”. L’Azienda opera sul territorio con un bacino complessivo di popolazione residente di circa 500.000 abitanti ed eroga oltre 2,5 milioni di prestazioni ambulatoriali e circa 34.000 ricoveri annui. Rientrano nella mission dell’ASST Rhodense l’erogazione di prestazioni sanitarie e sociosanitarie appropriate e la garanzia dei processi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, assicurando la disponibilità e l’accesso all’assistenza ospedaliera e domiciliare, ai servizi e alle prestazioni sanitarie contemplate nei livelli essenziali di assistenza. Gli aspetti valoriali di riferimento per il raggiungimento della mission aziendale sono: il rispetto e la centralità del paziente nel percorso assistenziale e di cura, la tutela e la sicurezza della salute, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico e il lifelong learning delle risorse umane. La vision aziendale è orientata alla realizzazione di un sistema volto al miglioramento continuo della qualità della cura e dell’assistenza in un’ottica di integrazione ospedale-territorio e di continuità delle cure e prossimità, al fine di soddisfare i bisogni sempre più complessi dei cittadini, in particolare dei pazienti cronici. Tra gli obiettivi dell’ASST Rhodense vi sono il raggiungimento di elevati livelli di qualità, utilizzando al meglio le risorse disponibili, la soddisfazione dei reali bisogni dei cittadini e la creazione di un ambiente favorevole all’espressione e alla crescita del potenziale professionale ed umano degli operatori sanitari.




Attività svolte e obiettivi raggiunti

Fin dal 2009 l’Azienda ha perseguito obiettivi di progettualità organizzativa e appropriatezza clinica gender-oriented correlati a principi di pari opportunità e al rispetto delle differenze di genere in ambito sanitario, dedicando particolare impegno e attenzione allo sviluppo e alla declinazione della medicina di genere. Le prime pionieristiche iniziative con cui l’azienda ha spalancato le porte alla medicina di genere hanno preso avvio dalle attività svolte dai Comitati Pari Opportunità ora divenuti Comitati Unici di Garanzia. Il CUG ha lo scopo di garantire le pari opportunità ed evitare le discriminazioni, obiettivi che, declinati in ambito sanitario, ben si traducono con la medicina di genere. Nella nostra Azienda il CUG ha rappresentato la fucina in cui si sono sviluppate le idee per l’attuazione delle progettualità gender-oriented, funzionando come volano e come vettore circolare della diffusione delle tematiche sanitarie legate alle differenze di genere.

Nel 2010 la nostra Azienda è stata l’unica Azienda ospedaliera lombarda a partecipare al progetto dal titolo “L’organizzazione di genere-legge 125/91” promosso dal Centro Studi Progetto Donna in partnership con l’Assessorato alle Pari Opportunità della Provincia di Milano e finanziato dal Ministero del Lavoro e Politiche Sociali. Tale progetto aveva l’obiettivo di promuovere politiche e strumenti di diversity management e pari opportunità di genere, con un percorso di sperimentazione mediante l’applicazione del metodo POAR (Piano d’Area per le Pari Opportunità). La nostra partecipazione a tale progetto è stata premiata con una targa-riconoscimento dedicata all’azienda.

Il percorso di diffusione ed implementazione della medicina di genere si è articolato all’interno della nostra Azienda con misure di promozione in diversi ambiti specifici. L’impegno si è focalizzato sulla diffusione della medicina di genere alla popolazione e alla cittadinanza, sulla formazione dei medici e degli operatori sanitari, sugli aspetti assistenziali sociosanitari ospedalieri e territoriali, sull’innovazione e sulla ricerca scientifica e sull’estensione dei risultati al territorio dell’Asst Rhodense.

Nel 2012 è stata organizzata una serie di convegni rivolti alla popolazione dal titolo “L’altra faccia della luna: la medicina declinata al femminile”. In particolare sono state affrontate le problematiche relative alle differenze di genere nell’ambito delle malattie cardiocerebrovascolari, delle cefalee e della malattia metabolica. Iniziative specifiche ed eventi divulgativi su patologie femminili sono stati realizzati anche per favorire gli screening oncologici. La realizzazione di attività formative dedicate agli operatori sanitari costituisce presupposto essenziale per la corretta applicazione e introduzione della medicina di genere nelle istituzioni sanitarie. Per formare il personale sanitario operante in Azienda sono stati organizzati ed attuati progetti di formazione continua lifelong learning. La formazione dei medici e degli operatori sanitari è stata realizzata sia mediante focus group trasversali e multidisciplinari dal titolo “Progettazione di genere per la salvaguardia dell’appropriatezza dei percorsi di cura”, sia mediante learning-out e gruppi di miglioramento disponibili in più edizioni e in tutti i presidi ospedalieri aziendali per permettere a tutti i dipendenti di parteciparvi. Inoltre, è stata sperimentata la formazione a distanza mediante piattaforma e-learning fruibile dal sito intranet aziendale. Una serie di convegni dal titolo “Quando la sofferenza irrompe nella vita” è stata tutta interamente dedicata al contrasto alla violenza sessuale sulle donne e all’abuso sui minori ed è stata rivolta soprattutto agli operatori sanitari di Pronto Soccorso per favorire l’accoglienza, in ambito sanitario, di soggetti vittime di violenze e abusi. Inoltre sono stati programmati “learning audit” ed alcuni gruppi di miglioramento denominati “cantieri di Pronto Soccorso” e “l’essere e il fare nel paziente vittima di violenza” entrambi premiati con decreto DG Sanità-Lombardia”.

Per colmare il gap culturale e accademico nella programmazione curriculare universitaria delle professioni sanitarie, nel 2013 è stato realizzato un percorso di formazione universitario, unico nel panorama lombardo e verosimilmente italiano, dedicato agli studenti delle sedici sezioni del primo anno di corso della laurea in Scienze Infermieristiche, Facoltà di Medicina e Chirurgia, dell’Università degli Studi di Milano. Si trattava di un progetto pilota attuato mediante un corso elettivo, di tipo seminariale, dal titolo “Prendersi cura di un uomo e di una donna non è lo stesso!”. Il corso si è svolto all’interno della nostra sezione didattica universitaria di Garbagnate. Il corso elettivo problem based learning, multidisciplinare, della durata di otto ore, è stato attuato a piccoli gruppi partendo da un problema di salute. Lo studente attraverso una lente di ingrandimento ideale ha analizzato non solo gli aspetti biologici delle patologie, ma anche le interferenze che i fattori socioculturali ed economici giocano nel determinare i programmi sanitari di prevenzione, diagnosi, terapia e riabilitazione. Alla fine del corso gli studenti, attraverso la compilazione di un questionario, hanno espresso un giudizio favorevole sulla validità dell’esperienza formativa acquisita.

In ambito assistenziale sono state realizzate alcune esperienze innovative concretizzatesi nell’apertura di ambulatori con caratteristiche gender-oriented e finalizzati a migliorare l’appropriatezza dei trattamenti sanitari in tema di prevenzione, diagnosi e terapia.

Ricordiamo che è stato aperto un ambulatorio afferente al Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze, dal nome “Benessere Mamma”, mirato al trattamento della depressione post-partum e a tutte le problematiche psichiche legate alla nascita di un bambino. Per quanto riguarda il trattamento del climaterio il nostro ambulatorio è risultato un centro d’eccellenza per la menopausa, tanto da essere inserito tra i centri specializzati nell’osservatorio ONDA (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna), sessione climaterio. Gli altri ambulatori che svolgono attività assistenziale in ottica di genere sono mirati al trattamento della malattia metabolica, al trattamento dell’osteoporosi e delle malattie reumatologiche. È da tempo attivo un ambulatorio multidisciplinare per il trattamento dell’epilessia in gravidanza in cui più specialisti prendono in carico le pazienti affette da epilessia che desiderano procreare. A tale riguardo è stato realizzato un “Libretto Rosa”, ovvero una guida informativa particolareggiata, nella quale sono contenute tutte le informazioni utili alle pazienti che afferiscono al citato ambulatorio.

Inoltre, l’attività assistenziale si è giovata della messa in opera dei Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) in ottica di genere, offrendo l’opportunità di garantire il rispetto delle differenze di genere dei pazienti e di coniugare nella pratica sanitaria quotidiana quanto la letteratura offre oggi nel campo della cura del dolore, della malattia metabolica, dello stroke e del cateterismo vescicale.

La nostra Azienda vanta da tempo, quale valore aggiunto, l’attribuzione di due Bollini Rosa da parte di ONDA (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere) ai Presidi Ospedalieri di Garbagnate e Rho per le specifiche attività gender-oriented. Nel 2016 sono stati attribuiti per la prima volta da Onda, due Bollini RosaArgento alla nostra Residenza Sanitaria Assistenziale “Sandro Pertini”, in considerazione del possesso di requisiti, indispensabili per garantire una gestione personalizzata, efficace e sicura degli ospiti, rappresentati per la maggioranza da donne anziane.

Nel 2017 abbiamo partecipato al progetto ONDA “Ci mettiamo il cuore per la parità di genere” realizzato nell’ambito dell’iniziativa regionale “Progettare la parità in Lombardia 2017”.

Inoltre annualmente vengono realizzati open day, video, pubblicazioni edite a stampa, opuscoli e workshop per celebrare la giornata nazionale dedicata alla salute della donna.

È attiva nei siti intranet ed internet aziendali del CUG una sezione nella quale vengono pubblicati tutti i documenti e le attività inerenti la medicina di genere.

Infine, nel 2018 all’interno della nostra Azienda abbiamo voluto sviluppare un particolare filone di ricerca dedicato al genere dei medici: un argomento ancora largamente misconosciuto e inesplorato, un aspetto che probabilmente la medicina di genere non prevedeva di dover valutare e analizzare e che rappresenta un elemento determinante nella complessità dei percorsi di cura. Si è voluto approfondire tale filone di ricerca poiché la “femminilizzazione” delle professioni mediche è divenuta in tutto il mondo occidentale un’importante realtà che sta cambiando il volto della medicina. Oggi la presenza delle donne medico è in forte aumento e il sorpasso è già avvenuto in quasi tutte le specializzazioni, in maniera sorprendente anche in quelle che risentivano di una connotazione tipicamente maschile, come le branche chirurgiche. A tal proposito abbiamo voluto analizzare questo fenomeno realizzando un ciclo di convegni del tutto innovativo dal titolo “La chirurgia al femminile: la medicina che cambia”. Tra gli obiettivi formativi citiamo la valutazione e l’impatto della presenza delle donne nel mondo della sanità e il confronto con il genere maschile al fine di individuare quali differenti dinamiche relazionali entrano in gioco nell’approccio alle cure.

L’interesse per l’implementazione e la diffusione della medicina di genere si rinnova e si concretizza ogni anno attraverso nuovi eventi specifici che vengono realizzati anche per celebrare date particolarmente significative quali la giornata internazionale per la promozione e la salute della donna, la giornata mondiale contro la violenza sulle donne e la ricorrenza della festa delle donne.

Molto si è fatto e molto ancora si continuerà a fare, impegnando le risorse di cui l’Azienda dispone, per far sì che le differenze di genere in ambito sanitario non siano più uno stereotipo negativo, ma una vera risorsa di cura e di benessere per tutti.

Bibliografia di riferimento

Baggio G. Dalla medicina di genere alla medicina genere-specifica. IJGSM 2015; 1: 3-5.

Di Nuovo F, Onorati M, Nicola M, Cassoni M. Il valore aggiunto della differenza di genere nelle professioni sanitarie. IJGSM 2018; 4 (1): 34-6.

Ministero della Salute (a cura di). Il genere come determinante di salute. Quaderni del Ministero Salute 2016; n. 26, aprile.

Mori R. La medicina di genere nella programmazione socio-sanitaria. La Regione Emilia-Romagna c’è. IJGSM 2018; 4 (1): 36-8.

Salmi M. La medicina genere-specifica nelle istituzioni italiane e europee. IJGSM 2017; 3 (2): 45-6.

Signani F. La salute su misura. Medicina di genere non è medicina delle donne. Ferrara: Este Edition, 2013.

Voltolini A. Inaugurato a Brescia un centro di documentazione e informazione sulla salute di genere. IJGSM 2017; 3 (2): 86-8.

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